All’inizio degli anni ’60, la Lancia produceva automobili a Torino con una forza lavoro di circa 5.000 dipendenti. Lo stabilimento era in funzione sei giorni alla settimana, praticamente 24 ore su 24. Ciononostante, ogni settimana venivano prodotte solo circa 200 auto, a testimonianza di una scelta che privilegiava la qualità rispetto alla quantità. Gli ingegneri si concentravano sul perfezionamento di ogni singolo componente, sottoponendo spesso i pezzi a test approfonditi per garantire prestazioni eccellenti.
In quel periodo, la Flaminia era il modello di punta della Lancia. Si trattava di un’auto costosa e tecnicamente sofisticata, progettata per chi apprezzava soluzioni complesse. Con il prezzo di una Flaminia Berlina, in Italia si potevano acquistare circa dieci Fiat 500, ma nessuna di quelle auto aveva un cambio testato separatamente a 2.000 giri al minuto per due ore. Il cambio e il differenziale della Flaminia erano montati insieme nella parte posteriore, con una propria pompa dell’olio. Ogni transaxle veniva testato per due ore; se non funzionava in modo silenzioso, veniva scartato anziché riparato.
Lancia produceva i propri ammortizzatori e prestava meticolosa attenzione ai componenti delle sospensioni. I pezzi fusi venivano rifiniti con cura, sottoposti a prove di durezza e contrassegnati con il marchio dell’ispettore. Questo livello di maestria artigianale rasenta l’arte. Il telaio veniva poi inviato alla Zagato, dove veniva equipaggiato con una carrozzeria leggera in alluminio caratterizzata dall’iconica linea del tetto “Double Bubble”. Due rigonfiamenti sopra gli occupanti mantenevano bassa la linea del tetto garantendo al contempo il comfort.
La Flaminia Sport era una due posti compatta e aerodinamica, con muso lungo e parte posteriore corta, dalle linee che cambiavano a ogni angolazione. Si dice che Enzo Ferrari abbia definito la Flaminia Sport una delle auto con la migliore maneggevolezza mai costruite. La sua maneggevolezza era ampiamente ammirata e questo esemplare in particolare ne è la dimostrazione.
Nel 1961, Giulio Cabianca e Piergiorgio Provolo guidarono una Flaminia Sport Zagato fino al secondo posto alla Mille Miglia. Il modello ottenne successi anche nella classe GT in occasione delle principali gare italiane. Questo esemplare è equipaggiato con un motore V6 da 2,5 litri abbinato a un cambio manuale transaxle. Sebbene non sia potente secondo gli standard moderni, la combinazione di carrozzeria ribassata, peso ridotto, distribuzione equilibrata dei pesi e telaio progettato con cura crea un’esperienza di guida armoniosa. Offre un comfort sportivo grazie a rapporti del cambio perfettamente calibrati e a uno sterzo reattivo.
Questa Flaminia è stata restaurata con meticolosa attenzione ai dettagli. La carrozzeria in alluminio è in condizioni eccellenti, impreziosita da un esterno blu scuro e da interni beige chiaro. La finitura è impeccabile in ogni sua parte. Avendo già vinto un concorso d’eleganza, questa vettura è un esempio di restauro e maestria artigianale di altissima qualità. Una Lancia Flaminia Sport Zagato 2,5 del 1961, caratterizzata da una carrozzeria in alluminio “Double Bubble”, in condizioni da concorso.